Tribù a vento

Tribù al vento

Settembre 28th, 2007

Nella quotidiana ricerca, o aggiornamento, di identità la nostra tribù dispersa e raminga si adatta, nella speranza che la sua essenza migliori.
Cambio stagionale di pelle anche per l’immagine in testata in attesa di un Cossi tutto per noi.
Augh!

Aspetto…

Settembre 28th, 2007

Sto aspettando, in tipografia, che mi lascino sbirciare le lastre dell’ultimo fumetto di Arkas. Proseguo, col permesso di Luca, con il testo alle sue “note“. Lo faccio in un nuovo articolo perché… boh! non ricordo…

“8. I metodi di promozione e d’informazione delle novità e di distribuzione sono obsoleti, comunque vengono pubblicati fra novità, ristampe e riedizioni quasi 60.000 titoli all’anno. “
Be’, i mezzi, anzi, il mezzo di comunicazione ora c’è. E con essa anche nuove forme di distribuzione. Il problema secondo me non è tanto nei mezzi ma di noi che li utilizziamo: in questo senso stiamo appena uscendo dall’era Gutenberg. Siamo ancora abituati ad entrare in un negozio e pensare di trovarci davvero le ultime novità. Ancora usiamo mettere il nome della città di origine quando citiamo un libro: questo è addirittura medioevo! Chi può dire in questo momento dove sono e dove sto producendo i miei libri? Dovrei citare almeno 5 luoghi geografici e altrettanto luoghi “digitali”.
Ma torniamo o noi obsoleti: posso e voglio ancora entrare in una libreria è trovarci le novità. Però, e qui vorrei interpretare il pensiero di Luca, vorrei che quelle novità fosserò davvero delle novità. Non nel senso ingenuo fin’ora usato ma nel senso di ultime scoperte fatto dal libraio-selezionatore che vagando per Internet e per fiere riesce a portarsi “a casa” i “suoi” libri… anche se usciti anni fa!

Note senza testo

Settembre 2nd, 2007

Posto con piacere queste “note senza testo” di Luca Sossella, già pubblicate su Carta.
Oltre che per il sapore decisamente forte, questo “testo” mi è piaciuto soprattutto per la sua forma sintetica e per la vena radicale e provocatoria che non può evitare al lettore di prendere delle posizioni. Le mie, come giusto, le posterò in commento (ma, Luca, dammi qualche giorno!).

Note senza testo*
di Luca Sossella

1. Lo scenario dell’editoria italiana è caratterizzato dal fenomeno delle concentrazioni progressive che hanno portato 4/5 gruppi a controllare tutto il mercato del libro.

2. Lamentarsi è inutile. Hic Rodus, hic salta. I gruppi necessitano di manager, quelli che fanno vendere sono considerati i più bravi.

3. I manager “bravi” sono vili, perché non hanno il coraggio di proporre progetti che possano mettere a repentaglio la sicurezza del loro padronato finanziario. E sono scadenti perché venendo da altri settori industriali non intendono il libro uno strumento della trasmissione della conoscenza. E si sentono obbligati dal loro dispendioso stile di vita a dare risultati economici immediati e quindi “seviziano” il mercato con prodotti di facile consumo.

4. Il nefasto fenomeno della supremazia del marketing nell’editoria comincia a dare i suoi frutti velenosi. Negli anni Ottanta il profitto medio di un titolo oscillava attorno al 5%, il modello di gestione industriale richiede oggi un profitto del 10%.

5. I libri innovativi, che non hanno un ritorno economico, ma culturale, vengono esclusi dalla prenotazione in libreria. Quindi gli editori di ricerca e di piccolo fatturato sopportano gli oneri del laboratorio di ricerca per tutti. E lo fanno gratuitamente. I vili poi copiano.

6. La redditività (tanto per tanti) interrompe fatalmente l’evoluzione qualitativa (poco per pochi). Non interessa il contenuto di un libro, ma il suo potenziale mercenario in relazione ai mezzi di persuasione.

7. Generale discesa della qualità dei libri, perché quanto prodotto in outsourcing non viene controllato con attenzione all’interno delle case editrici.

8. I metodi di promozione e d’informazione delle novità e di distribuzione sono obsoleti, comunque vengono pubblicati fra novità, ristampe e riedizioni quasi 60.000 titoli all’anno. Sessantamila.

9. La possibilità della resa delle copie non vendute, che in Italia gli editori sono obbligati a concedere ai librai, finisce per ridurre il librario a semplice commesso che apre pacchi di novità in base alle decisioni delle direzioni commerciali delle case editrici industriali.

10. Irrimediabile abbassamento della professionalità del libraio con il progressivo affermarsi delle grandi superfici di vendita.

11. L’informazione culturale si fonda su motivi extraculturali: scandali, rivelazioni, abbaiare di cani, controversie servili. Palesare il “personaggio” e nascondere il contenuto. Imbrogliare con le classifiche.

12. Cose da farsi subito: prezzo fisso dei libri, abolire l’IVA, detrazione delle spese per i libri dalla dichiarazione dei redditi, sostegno per la piccola editoria, favorire la ricerca e la sperimentazione editoriale da parte delle fondazioni bancarie. Peccato che si ripeta ‘sto ritornello da almeno vent’anni!

13. Sostenere le librerie nei piccoli centri urbani ed eliminare i sarti della moda, con il loro pernicioso progetto, dai centri storici.

14. Favorire la formazione di scuole di lettura. A casa e a scuola. Ovunque.

15. Lettura ad alta voce di nonni e genitori in età prescolare.

16. Sensibilizzare i genitori attraverso i medici pediatri, che sono i principali referenti (autorevoli) per lo sviluppo cognitivo dei bambini.

17. Il piacere della lettura come insegnamento scolastico. La diffusione del libro è una conseguenza. Comprendere, finalmente, che una maggior disponibilità verso la lettura non è determinata dall’acquisto di libri.

18. Favorire il collezionismo è un atteggiamento vile, raccontare il piacere dalla lettura, un vero miracolo.

19. Identificare dei “testimoni” per trasmettere il piacevole contagio che deriva dalla lettura. Non c’è nulla che possa favorire la lettura come ascoltare (e amare) chi sta leggendo qualcosa per noi.

20. Ogni sera letture televisive e radiofoniche. E corsi di dizione per gli insegnanti.

21. Ogni tre spot pubblicitari televisivi le agenzie devono produrre una pubblicità per la lettura che le concessionarie produrranno e le emittenti trasmetteranno gratuitamente.

22. Letture pubbliche, registrate dai mezzi di comunicazione, fatte dalle massime cariche dello Stato ogni settimana.

23. Ricordarsi di Simone Weil: “Ogni essere grida in silenzio per essere letto altrimenti. Non essere sordi a queste grida”.

* Il titolo, “Note senza testo”, è ripreso da un libro di appunti scelti dai quaderni manoscritti di Roberto Bazlen (1902-1965), grandissimo lettore ed editore, pubblicato da Adelphi nel 1970. Non c’è più la forza, in queste sabbie mobili della sfiducia, di scrivere altro che delle note senza testo.

Proudly powered by WordPress. Theme developed with WordPress Theme Generator.
Copyright © Tribù a vento. All rights reserved.