Tribù a vento

DE GUSTIBUS – 3

Marzo 23rd, 2008

(Nota: valgono i consueti avvertimenti per affrontare il testo sottostante, inadatto a creature delicate e facilmente impressionabili).

Chiusi gli occhi per sempre all’ingordigia carnivora del mondo, libera Merlina dai lacci alimentari d’intingoli e piumini, di melica e fave secche prese a forza per foderare di grassezza chiglia natante, prora, poppa, babordo, tribordo e possente sottopetto – il dorso sul tagliere, al colpo secco di mannaia inferto al cordolo vertebrale, nello schizzo di midolla trionfale in faccia al coquus, espone le spoglie dissanguate al rito divisorio in parti uguali –, ecco che lo spirito dell’oca, piano piano, a suo modo, dapprima confuso e vacillante, via via più sicuro e conscio del potere occulto sgorgato dai tormenti, si eleva e si innalza a bianca mongolfiera. Per la verità non a grandi altezze, a cui peraltro non aspira, nella misura compresa normalmente tra il metro e cinquanta e il metro e novanta, massimo due metri (ma con grande sforzo nel reggere col tempo a quella quota); regioni nelle quali, sospettavano gli agricoli che l’avevano allevata, intuitivi sebbene illetterati, s’incontra facilmente l’aria fritta e l’aria locca, entrambe dirette, di preferenza, all’insufflazione di cavi orali creduli e ghiotti di tribune e cene elettorali, ad ugole oratorie che, compiuto più volte il giro scrannatorio da destra a manca (oppure viceversa), ed infine trasversale, col vento in poppa, si direbbero educati ed istruiti, prodighi, pur nel ballo del pavone al rilascio di carezze fatue a bimbi in fasce e vecchi in carrozzina; brute e violente, per contro, se appena contrastate, innervosite, interpellate su questioni inerenti il patrimonio accumulato, i conti all’estero, le barche in mare, le ville in posti ameni, l’equità fiscale in danno degli abbienti. Viene in mente un truce caporale che, ormai saldo al potere per manovre oscure, nei suoi viaggi in treno in pompa magna, non voleva vedere, transitando per stazioni pavesate a festa, ombra di portantini indaffarati coi carrioli alle valigie, perché viventi rimembranze del modesto mestiere una volta esercitato. Read the rest of this entry »

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