Quando i nonni (dei nonni) perdevano un asino, anzi… un bel mulo, compagno fedele e al contempo lavoratore a volte instancabile ma comunque iscritto ad un personale sindacato, era quasi come perdere uno di famiglia. Ci si era affezionati, si progettavano lavori ed escursioni da portare insieme a termine. In più, col tempo diventava depositario, o latore, di una memoria di vita, di momenti vissuti con gli amici, la famiglia, in solitudine (che col mulo… be’…).
Insomma quando si perdeva un mulo, portato via dalla Vecchia Signora o da giovani teppistelli, piangevano il cuore e la pancia!

Forse è scappata con un fiorino, forse l’ha rapita Paolo Cossi, ma le ipotesi del commissariato sono altre. Chi ha visto la Lavieri-mobile per l’ultima volta?
Ovunque Tu sia non tornare a casa prima che l’assicurazione…

Voglia di remare…