Tribù a vento

Alghero e l’Obra cultural

Agosto 17th, 2009

Dopo i disastri virali degli ultimi mesi riprendiamo con le nostre note di viaggio. Benritrovati.

Il 10 agosto abbiamo fatto la conoscenza de L’Obra Cultural de l’Alguer una associazione culturale tra i cui fini c’è la promozione della particolare cultura algherese e la conservazione della sua peculiarità linguistica. Tra le molte attività della associazione (promozione della ricerca, un’amplia biblioteca catalana, premi fotografici e letterari, corsi di lingua etc.) hanno avuto la gentilezza di “infilare” (grazie a Giovanni Oliva) una presentazione del loro conterraneo sardo Giovanni Cossu.

Guarda caso, l’editore è Lavieri. Come appunto è un caso che ci trovassimo di passaggio (dovevamo accompagnare Cossu!) . L’importante da cogliere è che abbiamo trovato calorosa accoglienza, delle genti e del clima e che la presentazione sia stata una delle più belle e seguite - e, da dire, divertenti.

Oltre ai membri dell’Obra e al grande Joan Oliva abbiamo trovato anche in Luigi Manconi una splendida e gentile persona. Il cui intervento, be’… che vo’ dico a fa’… bello!

Insomma ci siamo divertiti, pure l’orso cossu che stavolta… non ha potuto rrifiutare l’invito!

Cossu, Manconi, Oliva ad Alghero

Da sinistra, Luigi Manconi, G. Cossu, Giovanni (Joan) Oliva

Cossu, Manconi, Oliva ad Alghero

saluti, Manitù

Auguri!

Gennaio 1st, 2009

Chi l’ha vista?

Settembre 29th, 2008

Quando i nonni (dei nonni) perdevano un asino, anzi… un bel mulo, compagno fedele e al contempo lavoratore a volte instancabile ma comunque iscritto ad un personale sindacato, era quasi come perdere uno di famiglia. Ci si era affezionati, si progettavano lavori ed escursioni da portare insieme a termine. In più, col tempo diventava depositario, o latore, di una memoria di vita, di momenti vissuti con gli amici, la famiglia, in solitudine (che col mulo… be’…).

Insomma quando si perdeva un mulo, portato via dalla Vecchia Signora o da giovani teppistelli, piangevano il cuore e la pancia!

Lavieri mobile

Forse è scappata con un fiorino, forse l’ha rapita Paolo Cossi, ma le ipotesi del commissariato sono altre. Chi ha visto la Lavieri-mobile per l’ultima volta?

Ovunque Tu sia non tornare a casa prima che l’assicurazione…

Un estate al mare

Settembre 7th, 2008

Voglia di remare…

o “voglia dire mare”? Comunque sia quest’estate anche Lavieri ha visto il mare… per ben tre volte! grazie al Boss che doveva assolutamente fare le sabbiature. Stupore e meraviglia.

Per fortuna (!?) si riprende il lavoro e molte sono le novità in uscita. Per chi volesse, per chi non ha già…, le trova qui .

E nell’occasione di autopromozione spudorata, segnaliamo anche il nostro piccolo spazio myspace per il quale ringraziamo Priscilla (per conoscerla basta seguire il link) e Valerio…

e i nostri spazio Anoobi su http://www.anobii.com/lavieri/books

e LibraryThing  http://www.librarything.it/catalog/Lavieri_edizioni

Per ora è tutt. Presto un’anticipazione di “Turritani” e “MonkeyBusiness

Augh!

È nata!

Febbraio 9th, 2008

È in corso un baby boom nella tribù a vento. È nata Laura Pinto.
Non siamo autorizzati a divulgare altre notizie ma presto i nostri servizi ci forniranno anche delle immagini.

Auguri a Diana e Domenico

Il 21 febbraio 2008 il Ministero degli Affari Esteri e l’Incaricato del Governo Federale per la Cultura ed i Mass Media, in collaborazione con il Goethe-Institut, conferiranno per la prima volta il Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria. In seguito tale premio verrà assegnato annualmente a traduzioni di eccellente qualità, alternativamente dal tedesco verso l’italiano e dall’italiano verso il tedesco.
Nell’ambito della prima edizione, oltre al premio di 7.500 Euro per la miglior traduzione letteraria pubblicata negli ultimi due anni, verranno assegnati un premio per tutta l’opera e un premio esordienti.
I riconoscimenti verranno attribuiti a traduzioni verso la lingua italiana di opere di letteratura contemporanea tedesca che hanno dato un importante contributo allo scambio culturale fra l’Italia e la Germania.

Domenico Pinto – Premio per la miglior traduzione
Domenico Pinto riceve il premio per la traduzione di Dalla vita di un fauno di Arno Schmidt, pubblicato da Lavieri Editore. Nato nel 1976, Pinto ha studiato Italianistica all’Università degli Studi Federico II di Napoli e Tedesco alla Heinrich-Heine Universität di Düsseldorf. Dirige la collana “Arno” della Lavieri Editore, presso cui è recentemente apparso a sua cura Tadellöser & Wolff di Walter Kempowski, Brand’s Haide di Arno Schmidt (secondo volume della trilogia Nobodaddy’s Kinder) e in collaborazione con Dario Borso, per i tipi di Ipermedium libri, Ateo? Altroché! ancora di Arno Schmidt.
È collaboratore di Alias e L’Indice.

 

Anita Raja – Premio per tutta l’opera
Anita Raja è nata nel 1953 a Napoli. Laureata in lettere, ha tradotto dal tedesco per le Edizioni e/o gran parte dell’opera di Christa Wolf: Sotto i tigli, Cassandra, Premesse a Cassandra, Guasto, Trama d’infanzia, Recita estiva, Medea, Che cosa resta, Congedo dai fantasmi, In carne ed ossa, fino al recente Un giorno all’anno. Sua è la traduzione de Il processo di Franz Kafka edito da Feltrinelli. Ha tradotto inoltre poesie e testi vari di Ingeborg Bachmann, Hermann Hesse, Ilse Aichinger, Irmtraud Morgner, Sarah Kirsch, Christoph Hein, Hans Magnus Enzensberger, Bertolt Brecht e altri per antologie e riviste. Ha pubblicato articoli e saggi sulla letteratura italiana e tedesca e sui problemi
relativi alla traduzione.

 

Monica Pesetti - Premio esordienti
Monica Pesetti riceve il premio per le traduzioni di Io e Kaminski di Daniel Kehlmann e Leptis Magna di Hartmut Lange. Monica Pesetti è nata nel 1972 a Castelnuovo Garfagnana. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, si è specializzata in traduzione letteraria presso la Scuola Europea di Traduzione Letteraria. Dal 2001 traduce reportage dal tedesco per la trasmissione Sorgente di vita (Rai Due) e scrive su diverse testate giornalistiche.
Ha tradotto dall’inglese e dal tedesco per diverse case editrici: Giunti, Logos, Voland , Taschen, Newton Compton, Mondadori e e/o (tra cui Christa Wolf, Mit anderei Blick, prossimamente in uscita in versione italiana).

 

La notizia in rete

 

edizioni spartacoTanti auguri alla Libreria Spartaco-Interno4, a Giovanni, Ugo, Tiziana e Pasquale

Il 29 dicembre - sì, proprio il giorno della presentazione di SUD 10, stessa spiaggia stesso mare -
la libreria Spartaco di S. Maria C.V. festeggerà il primo compleanno della libreria, il suo primo anno di vita.

A seguire (o anche prima e durante???) la presentazione di SUD si brinderà…

alla libreria…

all’anno nuovo…

alla salute!

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Lavieri a “più libri”

Dicembre 11th, 2007

Minimé

Scusate, voi tutti che avete la pazienza di seguirci in questi rari aggiornamenti, la lunga latitanza di Manitù e amici redattori.

Tante cose sono successe dal fatidico 4 ottobre, giorno della “nascita” della prima edizione italiana di Walter Kempowski e della morte dell’autore. Un duro colpo, non c’è che dire. Intanto il corso degli eventi ci ha regalato un nuovo personaggio, un nuovo essere, una nuova presenza… insomma il 23 ottobe è nato peppe, peppino, beppe, bepi… ovvero Giuseppe “Lavieri”, in forze attive (o passive?) al nucleo centrale di questa casa (vianello) editrice.

Il 26 ottobre Lavieri ha poi partecipato con piacere e successo al Pisa book Festival e cogliamo l’occazione per ringraziare e salutare chi ci ha conosciuto in quella occasione.

Giuseppe ha appena vissuto a Roma la sua prima fiera, sopportando stoicamente il caldo e lo stress; ma anche partecipando attivamente ai lavori - al banco e alle PR (rispondendo anche alle interviste) - e al clima della fiera. Gli sono tanto piaciute le luci e i colori… e (per fortuna) qualche ninna nanna di hostess e colleghe.

Cercheremo di non propinare altre foto “vacanziere” ma ci è sembrato giusto condividere questa piccola “cosa” extraletteraria.

Non manca che dirvi che da oggi rinnoviamo l’impegno di proporvi sempre più materiali, aggiornamenti, anteprime e letture su questo nostro piccolo spazio.

Manitù e Minimé

Peppe

Walter Kempowski

Ottobre 5th, 2007

Walter KempowskiWalter kempowski è morto questa notte. Non siamo bravi a dare questa notizia, ora più che mai, quando appena ieri annunciavamo contenti l’uscita della sua traduzione italiana.
Lasciamo le informazioni all’agenzia adnkronos, forse l’unica ad aver dato la notizia in Italia.

Berlino, 5 ott. - (Adnkronos) - Lo scrittore tedesco Walter Kempowski, autore della monumentale raccolta in dieci volumi ”Echolot”, testimonianze sul periodo 1941-45, e’ morto in una clinica di Rotenburg, vicino a Brema, all’eta’ di 78 anni. La scomparsa, avvenuta la scorsa notte in seguito ad un tumore, e’ stata annunciata dalla casa editrice Knaus di Monaco di Baviera. Nel 2005 lo scrittore ottenne il premio alla carriera Thomas Mann, lo stesso anno in cui porto’ a compimento ”Echelot”.

Nato a Rostock nel 1929, Kempowski e’ oggi uno dei romanzieri tedeschi piu’ letti e apprezzati. La sua ”Deutsche Chronik” (Cronaca tedesca) e’ un ritratto particolareggiato e realistico della sua terra natale e dei suoi abitanti. Kempowski si definiva ”un archivista, un cronista della storia tedesca”, avendo dedicato ben 25 anni di attivita’ alla creazione di quel ”diario collettivo” da lui intitolato ”Echolot”. Questo opus magnum e’ singolare sotto tutti i punti di vista. Kempowski non propone un ”ricordo letterario” ma punta il suo interesse sull’individuazione letteraria della verita’ storica sulla seconda guerra mondiale avvalendosi del collage e del montaggio. Dal punto di vista cognitivo, questo lavoro vive dunque nella prospettiva dello storico, mentre stilisticamente domina l’impulso letterario.

Tra le sue opere di narrativa spiccano il romanzo autobiografico “Tadelloeser und Wolff. Un romanzo borghese”, diventato uno sceneggiato televisivo nel 1975, e ”Oltre il confine della liberta”’, portato al cinema dal regista Hark Bohm nel 1990. Kempowski ha concepito lo spazio letterario come un archivio della storia, con la ’s’ minuscola, che concerne individui comuni. Attraverso la sinergia fra dato fittizio e documentario ha dimostrato che il confronto della Germania riunificata con gli episodi piu’ traumatici e dimenticati della sua Storia recente e’ possibile compiendo ”un lavoro archeologico fra le scorie accumulate dalla nostra coscienza collettiva”.

Tribù al vento

Settembre 28th, 2007

Nella quotidiana ricerca, o aggiornamento, di identità la nostra tribù dispersa e raminga si adatta, nella speranza che la sua essenza migliori.
Cambio stagionale di pelle anche per l’immagine in testata in attesa di un Cossi tutto per noi.
Augh!

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