Tribù a vento

Chi l’ha vista?

Settembre 29th, 2008

Quando i nonni (dei nonni) perdevano un asino, anzi… un bel mulo, compagno fedele e al contempo lavoratore a volte instancabile ma comunque iscritto ad un personale sindacato, era quasi come perdere uno di famiglia. Ci si era affezionati, si progettavano lavori ed escursioni da portare insieme a termine. In più, col tempo diventava depositario, o latore, di una memoria di vita, di momenti vissuti con gli amici, la famiglia, in solitudine (che col mulo… be’…).

Insomma quando si perdeva un mulo, portato via dalla Vecchia Signora o da giovani teppistelli, piangevano il cuore e la pancia!

Lavieri mobile

Forse è scappata con un fiorino, forse l’ha rapita Paolo Cossi, ma le ipotesi del commissariato sono altre. Chi ha visto la Lavieri-mobile per l’ultima volta?

Ovunque Tu sia non tornare a casa prima che l’assicurazione…

Un estate al mare

Settembre 7th, 2008

Voglia di remare…

o “voglia dire mare”? Comunque sia quest’estate anche Lavieri ha visto il mare… per ben tre volte! grazie al Boss che doveva assolutamente fare le sabbiature. Stupore e meraviglia.

Per fortuna (!?) si riprende il lavoro e molte sono le novità in uscita. Per chi volesse, per chi non ha già…, le trova qui .

E nell’occasione di autopromozione spudorata, segnaliamo anche il nostro piccolo spazio myspace per il quale ringraziamo Priscilla (per conoscerla basta seguire il link) e Valerio…

e i nostri spazio Anoobi su http://www.anobii.com/lavieri/books

e LibraryThing  http://www.librarything.it/catalog/Lavieri_edizioni

Per ora è tutt. Presto un’anticipazione di “Turritani” e “MonkeyBusiness

Augh!

Lavieri Tempo di “riposo”, ovvero di lavoretti di manutenzione. Quelli che da mesi, o anni, un piccolo capotribù dice di voler fare. Una limatina qua, una telefonata la, un incontro a Zurigo (magari).

Agli effetti pratici i pochi frequentatori di queste paginette vedranno o percepiranno ben poco… Diamine, allora visto che anche i “contributors” di queste pagine latitano, perché non farvi notare qualcosa, non sottolineare qualcuno dei frutti del nostro primo sudore estivo?

E allora, come dice il titolo del codesto post, per tirarla ancora un po’ per le lunghe, avvisiamo i lor’ gentili lettori di una novità non da poco. Finalmente in rete, sul sito madre Lavieri, gloriosamente in autarchico e fiero HTML nonché corroborante BYML (By Yourself Markup Language) le anteprime dei titoli per bambini (questa la versione ufficiale, “per bambini”), quelli della collana “il Gatto e la Civetta”(1).
Da qui (cliccate pure senza timore) potranno lor signori sbirciare i contenuti di colelli (o codelli?) gai libelli.

Per inciso tutto il sito madre è stato in quest’ultima settimana rivoluzionato, nella sua struttura interna e quella concettuale — e la matre si scusa ulteriormente per i disagi arrecati (i soliti previdenti che ci hanno nei preferiti si predispongano a controllare i collegamenti diretti a pagine nterne) –, in modo che tutto il catalogo, nelle sue principali sezioni, possa essere colto d’un colpo senza più dover cambiare sezione o branca. Così facendo abbiamo finalmente anche applicato ciò che predicavamo mal razzolando, ovvero di abbattere alcune barriere che vorrebbero separare il libro della galassia gutenberg dai raffinati discendenti dei graffiti rupestri, arricchiti nel tempo di grammatica propria e nuvolette (il fumetto insomma!).
Qualche strascico della vetusta separazione è ancora evidente ma solo in attesa di ulteriore ammodernamento struttural-comunicativo, di cui si possono intravedere i prodromi nella nuova pagina dedicata all’indice per autori (e che dire della nuova immagine della home page, ad opera di Maconi?).

In definitiva: si riposi chi può, e chi può segnalare disfunzioni e omissioni si diverta pure pubblicamente!

I nostri pù grandi Augh!

Torino 2008

Maggio 14th, 2008

2-6-2008 Aggiornamento foto:

finalmente autorizzato posto la foto del direttore generale.

Torino 2008, la fiera del libro naturalmente; non sono “i mondiali” ma la fatica è paragonabile a quella di uno sport, di resistenza (5 giorni!).
Edizione su cui è gravata l’ombra di una tensione mediaticamente gonfiata. Bassa l’affluenza nei primi giorni, migliorata a partire già dal sabato pomeriggio.

Per Lavieri è stata comunque una edizione importante, positiva, con tanti nuovi contatti e amicizie tra i lettori e i colleghi. Speriamo di rivedere presto “le Cartman“, insieme a “Cavallo di ferro“, “Zandegù” e a “Zona” (ci chiamiamo così tra noi subalpini!).

Significativo il piccolo successo della nuova collana di fumetto, che si piazza bene tra i favoriti dei nostri lettori.
Salutiamo la cara ragazza che si è commossa nel leggere Yggdrasill (visto che ti abbiamo lasciato il poster?). Lascio le solite 4 immagini e un videomessaggio che riguarda di nuovo Gialuca Maconi.

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Il nuovo stand Lavieri (l’immagine è proprio così: “posterizzata”).

 

Altra angolazione, con scorcio del padiglione.

 

 

Lo stand di Edizioni Spartaco: gli amici e vicini con cui quest’anno abbiamo condiviso davvero tanto. Ciao Ugo!

 

 

 

A qualcuno, commosso, è scappata la lacrimuccia.

 


Il videomessaggio pubblico per Maconi

 

A presto!

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Tutti al comicon

Maggio 2nd, 2008

pass bonoboIl Comicon , si è concluso. Quest’anno una edizione più tranquilla (non ci sono state le resse dello scorso anno per Go Nagai) e al contempo più ricca, più vissuta, forse più gradita. Una bella edizione, per noi funestata dal mancato arrivo - per motivi tecnici e di salute - di Paolo Cossi (che ci ha tolto ogni motivazione a brindare allo stand) ma arricchita della presenza di Gianluca Maconi - autore della “foto” sul pass qui accanto (solo il cognome è taroccato su suo suggerimento).

Al solito il tempo è tiranno e quindi lascio agli altri le analisi dell’edizione. Mi limiterò a un personalissimo diario fotografico a futura retrospettiva.

pass bonobo

pass bonobo

pass bonobo

Cominciamo dall’allestimento (e chissà se continueremo). Nelle foto 2 e 3 si può riconoscere la
Lavieri -mobile intasata nel traffico di merci e persone (niente denaro) all’interno di Castel Sant’Elmo, il giorno prima dell’inizio della kermesse.

Nella foto 4, poco prima di ridiscendere dal castello, la vediamo fuori ad ammirare il panorama e a fumare una sigaretta.

Grazie a Giuliano G. di GG studio per la gentile concessione delle immagini.

(continua… spero)

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Don Chisciotte Padano

Aprile 15th, 2008

Rimediamo qui (e nella rassegna stampa) a una grave mancanza perdurata quasi un anno. Ovviamente la “scusa” è pronta: una cattiva fotocopia del testo arrivatomi, la mancanza di tempo, una grave amnesia in seguito all’annuale pulizia del forno a gas… le cavallette!!!

Insomma ecco qui la recensione di Federico Lenzi a Mare Padanum. Buona lettura

Un Don Chisciotte Padano

Quando per le strade di città, alle ore più inadatte del giorno, si incontrano e maledicono quelle fumiganti autospazzatrici che esalano cattivi odori e schizzi, mal si immagina che due di loro siano diventate le protagoniste di un racconto, e che possano affrontarsi, come in un duello alla Sergio Leone: «incrociandosi e beccandosi invidiose con ugelli spruzzatori e spazzole rotanti, in scaramucce di bracci idraulici e pistoni a cannocchiale, protesi e ritirati in affondi di fioretto, nascoste da nebbie di fumogeni – aviogetti rasoterra di parata in arditissimi disegni del giro della morte – le spazzatrici ammiraglie del Comune di nuovo si assaggiavano alla cieca a fanali e parafanghi più sporgenti, sputando vetri e parabole argentate, urtandosi e rigettandosi distanti fra scintille d’irriducibili avversarie sulla scena e nella vita, ricomparendo ammaccate, da lati opposti d’autoscontri, sul proscenio di World’s People Security Bank fumigata dai petardi come attori convergenti nel cono illuminato di un palco d’operetta» (p. 42).
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E tu chi sei?

Aprile 4th, 2008

presentazione E tu chi sei?

DE GUSTIBUS – 3

Marzo 23rd, 2008

(Nota: valgono i consueti avvertimenti per affrontare il testo sottostante, inadatto a creature delicate e facilmente impressionabili).

Chiusi gli occhi per sempre all’ingordigia carnivora del mondo, libera Merlina dai lacci alimentari d’intingoli e piumini, di melica e fave secche prese a forza per foderare di grassezza chiglia natante, prora, poppa, babordo, tribordo e possente sottopetto – il dorso sul tagliere, al colpo secco di mannaia inferto al cordolo vertebrale, nello schizzo di midolla trionfale in faccia al coquus, espone le spoglie dissanguate al rito divisorio in parti uguali –, ecco che lo spirito dell’oca, piano piano, a suo modo, dapprima confuso e vacillante, via via più sicuro e conscio del potere occulto sgorgato dai tormenti, si eleva e si innalza a bianca mongolfiera. Per la verità non a grandi altezze, a cui peraltro non aspira, nella misura compresa normalmente tra il metro e cinquanta e il metro e novanta, massimo due metri (ma con grande sforzo nel reggere col tempo a quella quota); regioni nelle quali, sospettavano gli agricoli che l’avevano allevata, intuitivi sebbene illetterati, s’incontra facilmente l’aria fritta e l’aria locca, entrambe dirette, di preferenza, all’insufflazione di cavi orali creduli e ghiotti di tribune e cene elettorali, ad ugole oratorie che, compiuto più volte il giro scrannatorio da destra a manca (oppure viceversa), ed infine trasversale, col vento in poppa, si direbbero educati ed istruiti, prodighi, pur nel ballo del pavone al rilascio di carezze fatue a bimbi in fasce e vecchi in carrozzina; brute e violente, per contro, se appena contrastate, innervosite, interpellate su questioni inerenti il patrimonio accumulato, i conti all’estero, le barche in mare, le ville in posti ameni, l’equità fiscale in danno degli abbienti. Viene in mente un truce caporale che, ormai saldo al potere per manovre oscure, nei suoi viaggi in treno in pompa magna, non voleva vedere, transitando per stazioni pavesate a festa, ombra di portantini indaffarati coi carrioli alle valigie, perché viventi rimembranze del modesto mestiere una volta esercitato. Read the rest of this entry

 

Ancora poche sono le foto sono trapelate dalla residenza dell’ambasciatore della Germania, molto contento della cerimonia e della serata.

La cerimonia di assegnazione si è svolta in modo davvero piacevole, intervallata dagli interventi musicali e con interventi colti ma molto sobri. Il clima era amichevole, quasi intimo e allo stesso tempo composto. Speriamo di mettere presto in rete dei brevi filmati, poiché la luce non era adeguata a foto amatoriali.

Dopo la cerimonia siamo stati ospiti a Villa Aimone, residenza dell’ambasciatore Michael Steiner, dove si sono riprese le conversazioni interrotte al Goethe Istitut.

 

Domenico Pinto, Magda Olivetti,
l’ambasciatore Michael Steiner, Monica Pesetti e
Anita Raja - Foto cortesia Goethe Istitut.


Arrivati (su google) i video…
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Aggiornamento 24-02-2008: articolo sul Il Sole 24 Ore
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DE GUSTIBUS – seconda parte

Febbraio 20th, 2008

Avvertenza: prosa sconsigliata come per i casi contemplati nella parte prima.

Passata d’un bel pezzo la cinquantina, com’è nel caso del vostro coquus dal grembiale tinto da abbracci suini (nello sgozzare amabilmente i porci petto a petto, spesso infatti ci si arrossa, e non è raro che in quel trasporto all’arma bianca la lama accomuni il gogno al suo norcino, conferendo in tal modo un certo gusto antropofago al sanguinaccio con soffritto di cipolla, latte intero ed altre cose), si presentano a volte occasioni per le quali c’è necessità di sicuro conforto, bisogno di un porto accogliente, di una spalla sincera, di una sponda amica, di attenzioni sponsali (se c’è la sposa, ovvio, altrimenti pazienza e niente pasticci) ma, più che altro, direi, del gran Batù sacrificale dell’Oca Merlina, che più avanti, a fine “saga palmipede”, vedremo, afflitti, trasformarsi in oca Merdina, nel rovescio di fortune esistenziali, laddove bipedi piumati, e non, finiscono travolti dalle medesime sventure “culturali” dovute a biasimevoli incertezze circa ruoli e competenze, sconfinamenti e rientri intempestivi di entrambe le specie, a volte indistinguibili fra loro, malgrado sforzi immani di attenti osservatori. Come mai, stupirete, questo primato della gola, questa pole position della pancia, questa gioia papillare sospinta über alles dall’esofago in orgasmo? Lo rivelo con piacere, ma sarebbe un segreto da custodire e tramandare a posteri meritevoli, se mai, scannato il porco – perché il porco col Batù d’oca se ne va a braccetto e non può stare a lungo l’uno senza l’altro – potranno ancora in avvenire, magari di nascosto da ronde saracine, dissanguare un’oca col fido bortechino (cavaturaccioli a vite senza fine, assolutamente sconsigliato per altri usi ed in specie per togliere il cerume), vegliandone la fine col tenero distacco dovuto ad un anziano familiare sacrificatosi per il bene d’altre bocche. Read the rest of this entry

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