I cruschi di Manzù

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I cruschi di Manzù

Giacomo Manzù lavora alla Porta della Morte per la Basilica di San Pietro dal 1947 al 1964. Per lo scultore rappresenta l’occasione per mostrare al mondo la sua idea di pietà laica… per dare una forma coerente all’apparente caos che metteva insieme il suo essere comunista con il suo cristianesimo di umili origini. Fu una lavorazione lunga e sofferta, come anche la strada percorsa per ottenere l’incarico di realizzarla.
Pochi sanno però che quella porta bronzea, uno dei capolavori del maestro, probabilmente non si sarebbe mai fatta senza l’intercessione di don Giuseppe De Luca, un piatto di pasta e fagioli, e la complicità di pochi croccantissimi peperoni cruschi…
L’aneddoto tutto lucano, ricordato da Leonardo Sinisgalli ne La fo­glia ’mmesca – e da Giuseppe Appella che ha ispirato gli autori – è alla base della doppia opera presentata in questo volume, omaggio alle interconnessioni culturali.

  • Autore/i: Giulio Giordano, Giuseppe Palumbo
  • Pagine: 32, bicromia
  • Allestimento: Brossura filo refe
  • Lingua: Italiano

6,50 5,53

Disponibile

Pagine 32, bicromia
Anno di pubblicazione 2014
Allestimento Brossura filo refe
Lingua Italiano
ISBN 9788896971451

Giacomo Manzù lavora alla Porta della Morte per la Basilica di San Pietro dal 1947 al 1964. Per lo scultore rappresenta l’occasione per mostrare al mondo la sua idea di pietà laica… per dare una forma coerente all’apparente caos che metteva insieme il suo essere comunista con il suo cristianesimo di umili origini. Fu una lavorazione lunga e sofferta, come anche la strada percorsa per ottenere l’incarico di realizzarla.
Pochi sanno però che quella porta bronzea, uno dei capolavori del maestro, probabilmente non si sarebbe mai fatta senza l’intercessione di don Giuseppe De Luca, un piatto di pasta e fagioli, e la complicità di pochi croccantissimi peperoni cruschi…
L’aneddoto tutto lucano, ricordato da Leonardo Sinisgalli ne La fo­glia ’mmesca – e da Giuseppe Appella che ha ispirato gli autori – è alla base della doppia opera presentata in questo volume, omaggio alle interconnessioni culturali.

Il volume è composto da due opere a fumetti a cui gli autori affidano una prova d’artista con i rispettivi e apprezzati stili. Nella prima parte Giordano narra del famoso incontro con un una narrazione classica ma con simpaticissimi “innesti” umoristici. La seconda parte ci proietta in una sorta di saggio illustrato in cui l’arte e la vita dello scultore Manzù si intrecciano con i pennelli del “maestro” Palumbo per fornirci delle pagine di assolutà originalità.

Giulio Giordano

Giulio Giordano, diplomato all’Istituto d’Arte, docente e fondatore della Redhouse Lab (la prima scuola di fumetto e illustrazione in Basilicata), esordisce disegnando l’albo X-comics per Coniglio editore, nel 2014 viene ingaggiato dalla Sergio Bonelli Editore su Le Storie e successivamente per Rusty Dogs un webcomic composto da storie brevi scritte da Emiliano Longobardi e disegnate da alcuni fra i migliori disegnatori italiani. Al di fuori del mondo del fumetto, numerose le sue incursioni nel campo dell’illustrazione e le elaborazioni pittoriche per alcune gallerie d’arte.

Giuseppe Palumbo

Giuseppe Palumbo (Matera, 1964) ha cominciato a pubblicare fumetti nel 1986 su riviste come Frigidaire e Cyborg, sulle cui pagine crea il suo personaggio più noto, Ramarro, il primo supereroe masochista. Nel 1992 entra nello staff di Martin Mystére della Sergio Bonelli Editore e nel 2000 in quello di Diabolik della Astorina. Tomka, il gitano di Guernica (2007), su testi di Massimo Carlotto, e Un sogno turco (2008), su testi di Giancarlo De Cataldo, sono editi da Rizzoli. La Comma 22 di Bologna, dedica a Palumbo una collana di volumi. Per le storiche Edizioni della Cometa ha scritto e disegnato Sei tocchi di lame. Vita, morte e miracoli di Sant’Andrea Avellino (2012). Per Lavieri, nel 2013, Uno si distrae al bivio. La crudele scalmana di Rocco Scotellaro e ha illustrato Prendere una lepre di Biagio Bagini; nel 2014, con Giulio Giordano ai disegni, pubblica I cruschi di Manzù. A cavallo tra 2016 e 2017, sono apparsi in Francia: Escobar. El Patron, su testi di Guido Piccoli, con Dargaud, e Tomka. Le gitan de Guernica, su testi di Massimo Carlotto, con Rackham. Sue opere sono apparse in francese, giapponese, greco, spagnolo, danese, tamil, bielorusso. http://www.giuseppepalumbo.com/