Ha visto il montaggio analogico?

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Andrea Pergolari, Guido Vitiello - Ha visto il montaggio analogico?-87

Ha visto il montaggio analogico?

Andrea Pergolari, Guido Vitiello

Ha visto il montaggio analogico?
Ovvero dieci capolavori misconosciuti del cinema minore scelti per la rieducazione del cinefilo snob

Con una nota del committente, il megadirettore Guidobaldo Maria Riccardelli 

Pagine 108, formato 23 cm, € 11,50
anno di pubblicazione 2011,
ISBN 978-88-89312-89-6

Illuminare Pasquale Festa Campanile con Schnitzler e Gozzano, usare Panofsky per analizzare la pseudo-soggettiva di una mosca in Reazione a catena di Mario Bava, leggere Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci come il film sulla fine della civiltà contadina che Pasolini non ha mai girato. Tanto fanno, Andrea Pergolari e Guido Vitiello, in questo aureo libretto. Ma non sono cinefili snob o accademici in vena di sfoggio. Il loro scopo non è nobilitare i film che amano. Tali film, infatti (da Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno di Luciano Salce a Gran bollito di Bolognini), non ne hanno bisogno. Sono già nobili. Solo che non se ne è accorto quasi nessuno. I tanti che li hanno apprezzati, spesso, l’hanno fatto con un misto di senso di colpa e di esibizionismo trash (questo sì, snobistico).

 

  • Autore/i: Andrea Pergolari, Guido Vitiello
  • Pagine: 108, BN
  • Formato: 16x23cm
  • Allestimento: Brossura filo refe
  • Lingua: Italiano

11,50 10,35

Disponibile

Pagine 108, BN
Formato 16x23cm
Allestimento Brossura filo refe
Lingua Italiano
ISBN 9788889312896

Andrea Pergolari, Guido Vitiello

Ha visto il montaggio analogico?
Ovvero dieci capolavori misconosciuti del cinema minore scelti per la rieducazione del cinefilo snob

 

Con una nota del committente, il megadirettore Guidobaldo Maria Riccardelli 

Pagine 108, formato 23 cm, € 11,50
anno di pubblicazione 2011,
ISBN 978-88-89312-89-6

Illuminare Pasquale Festa Campanile con Schnitzler e Gozzano, usare Panofsky per analizzare la pseudo-soggettiva di una mosca in Reazione a catena di Mario Bava, leggere Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci come il film sulla fine della civiltà contadina che Pasolini non ha mai girato. Tanto fanno, Andrea Pergolari e Guido Vitiello, in questo aureo libretto. Ma non sono cinefili snob o accademici in vena di sfoggio. Il loro scopo non è nobilitare i film che amano. Tali film, infatti (da Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno di Luciano Salce a Gran bollito di Bolognini), non ne hanno bisogno. Sono già nobili. Solo che non se ne è accorto quasi nessuno. I tanti che li hanno apprezzati, spesso, l’hanno fatto con un misto di senso di colpa e di esibizionismo trash (questo sì, snobistico).

Pergolari e Vitiello, invece, sono l’anti-trash: non hanno bisogno di fingersi meno intelligenti di quello che sono, di giocare basso per cercare il facile ammiccamento. E mostrano quanto sia ricca e complessa tutta una fetta di cinema italiano a torto considerato “minore”, ma che è semmai medio, popolare e di genere. Un cinema che in parte coincide con la mai abbastanza elogiata commedia all’italiana, sistematicamente denigrata prima dagli ideologi e dai bacchettoni, e dopo dai fan della monnezza. Pergolari e Vitiello, inoltre, non parlano solo di piani-sequenza e montaggi eisensteiniani. In un libro di cinema, trovare citati José Ortega y Gasset o Thomas Mann di fianco al ragionier Ugo Fantozzi è raro e fa bene. Nella barbarie che ci circonda, occorre essere sanamente demodé e coraggiosamente utopisti.

Alberto Pezzotta

 

Andrea Pergolari è nato a Roma il 27 giugno 1975. Verso i 25 anni, colto da improvvisa ispirazione critica, ha iniziato a sfornare saggi di varia declinazione storico-cinematografica: Gringo (2001), Verso la commedia (2002), La fabbrica del riso (2004), Il sistema Fenech (2007), Pasquale Festa Campanile ovvero la sindrome di Matusalemme (2008), Flavio Mogherini scenografo praticamente regista (2009), Luciano Salce. Una vita spettacolare (2009, in collaborazione con Emanuele Salce). È  riuscito a conservare una sola amicizia liceale, quella con il coautore di questo libro: spera di mantenerla intatta al termine di questa edizione.

 

Guido Vitiello è nato a Napoli nel 1975, ma vive e lavora a Roma. Insegna – per lo più cose di cinema – alla Facoltà di Scienze politiche, sociali e della comunicazione (Sapienza Università di Roma). Collabora con Internazionale e Il Riformista. Il suo ultimo libro è La commedia dell’innocenza. Una congettura sulla detective story (2008), scritto saccheggiando la biblioteca privata del coautore di cui sopra. Per il resto, tutto quel che c’è da sapere a suo riguardo lo ha affidato al suo sito personale UnPopperUno (www.unpopperuno.net).