Antonio Pizzuto – Sinfonia (1927)

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Antonio Pizzuto - Sinfonia (1927)-57

Antonio Pizzuto

Sinfonia (1927)

a cura di Antonio Pane

Pagine 148, formato 23 cm, € 15,00
anno di pubblicazione 2009, collana Arno n.9
ISBN 978-88-89312-60-5

Con questo libro, radicale rielaborazione di un omonimo testo del 1923, Pizzuto si propose di realizzare, come scrive nel “manifesto” che lo accompagna, «una nuova espressione artistica in sostituzione del Romanzo». Suddiviso in quattro tempi (EroicaLa FolliaMarinarescaMarcia funebre) e una Coda, il lavoro assume la forma di una composizione musicale, spingendosi fino a «stati puramente fantastici, lirici e mitici» che toccano di volta in volta un popolo in armi alla riconquista della terra perduta, il mostruoso sviluppo di una città tentacolare, una apocalittica invasione di serpenti, la solitudine di una creatura marina antropomorfa, una statua gigantesca che produce incessanti scintille, la disperata ricerca di una donna scomparsa fra le montagne.

  • Autore/i: Antonio Pizzuto
  • Pagine: 148, BN
  • Formato: 16x23cm
  • Allestimento: Brossura filo refe
  • Lingua: Italiano

15,00 12,75

Disponibile

COD: 9788889312605 Categoria: Tag:

Descrizione

Descrizione

Antonio Pizzuto

Sinfonia (1927)

a cura di Antonio Pane

Pagine 148, formato 23 cm, € 15,00
anno di pubblicazione 2009, collana Arno n.9
ISBN 978-88-89312-60-5

Con questo libro, radicale rielaborazione di un omonimo testo del 1923, Pizzuto si propose di realizzare, come scrive nel “manifesto” che lo accompagna, «una nuova espressione artistica in sostituzione del Romanzo». Suddiviso in quattro tempi (Eroica, La Follia, Marinaresca, Marcia funebre) e una Coda, il lavoro assume la forma di una composizione musicale, spingendosi fino a «stati puramente fantastici, lirici e mitici» che toccano di volta in volta un popolo in armi alla riconquista della terra perduta, il mostruoso sviluppo di una città tentacolare, una apocalittica invasione di serpenti, la solitudine di una creatura marina antropomorfa, una statua gigantesca che produce incessanti scintille, la disperata ricerca di una donna scomparsa fra le montagne.

Antonio Pizzuto (Palermo, 1893 – Roma 1976) è il narratore forse più originale del nostro Novecento. Cresciuto in una famiglia di tradizioni umanistiche, si laureò in giurisprudenza e quindi in filosofia, svolgendo una carriera di funzionario di polizia, conclusa nel 1950 con il grado di questore. Dopo la pensione si dedicò interamente alla scrittura, producendo una serie di opere narrative che meritarono l’ammirazione di Butor e Contini, e rimangono memorabili per audacia strutturale e perfezione stilistica. Fra esse si ricordano Signorina Rosina, Si riparano bambole, Ravenna, Paginette, Testamento, Pagelle, Ultime e Penultime. Dopo un ventennio di “oscuramento”, Pizzuto è stato negli ultimi anni oggetto di una riscoperta, che ha portato alla ristampa di varie opere, alla pubblicazione di gran parte degli inediti e di numerosi epistolari.

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