L’ultimo regalo

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Gianfranco Pecchinenda

L’ultimo regalo

Pagine 120, formato 21 cm, € 10,90
anno di pubblicazione 2013
ISBN 978-88-96971-21-5

 

Ma quali sono, mi chiedo, i giorni della nostra vita che ricorderemo per sempre? Quali, tra i tanti trascorsi con le persone che amiamo? E perché proprio quelli e non i mille possibili altri?

Lo scrittore, di fronte alla perdita della madre, partecipa allo sgretolarsi di quello che rappresenta l’argine principale dell’esistenza di ogni uomo, prima dell’ultima e decisiva fase della maturità. Senza più schermi di protezione egli prova allora, per l’ennesima volta, a confrontarsi con i suoi fantasmi mentre  intravede, annunciata da un sempre più invadente oblio – dal “morbo incalzante” – la morte da un’angolazione del tutto nuova, in parte inattesa.
E una volta percepita questa sconcertante sensazione – la sensazione della fine – in tutta la sua assurdità; una volta constatata una semplice, banale verità (che senza genitori non si è, né si potrà mai più essere, figli), la scrittura diventa strumento di riflessione e di rispecchiamento che conduce a un inedito genere di sdoppiamento, a un sentimento di disincanto forse definitivo.

  • Autore/i: Gianfranco Pecchinenda
  • Pagine: 120, BN
  • Formato: 13x21cm
  • Allestimento: Brossura filo refe
  • Lingua: Italiano

10,90 9,27

Disponibile

COD: 9788896971215 Categorie: , Tag: ,

Descrizione

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Gianfranco Pecchinenda

L’ultimo regalo

Pagine 120, formato 21 cm, € 10,90
anno di pubblicazione 2013
ISBN 978-88-96971-21-5

 

Ma quali sono, mi chiedo, i giorni della nostra vita che ricorderemo per sempre? Quali, tra i tanti trascorsi con le persone che amiamo? E perché proprio quelli e non i mille possibili altri?

Lo scrittore, di fronte alla perdita della madre, partecipa allo sgretolarsi di quello che rappresenta l’argine principale dell’esistenza di ogni uomo, prima dell’ultima e decisiva fase della maturità. Senza più schermi di protezione egli prova allora, per l’ennesima volta, a confrontarsi con i suoi fantasmi mentre  intravede, annunciata da un sempre più invadente oblio – dal “morbo incalzante” – la morte da un’angolazione del tutto nuova, in parte inattesa.
E una volta percepita questa sconcertante sensazione – la sensazione della fine – in tutta la sua assurdità; una volta constatata una semplice, banale verità (che senza genitori non si è, né si potrà mai più essere, figli), la scrittura diventa strumento di riflessione e di rispecchiamento che conduce a un inedito genere di sdoppiamento, a un sentimento di disincanto forse definitivo.

Gianfranco Pecchinenda (Napoli, 1963), ha pubblicato, tra l’altro, i volumi: L’ombra più lunga. Tre racconti sul padre (Colonnese, 2009) e Essere Ricardo Montero (Lavieri, 2011).