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Dalla vita di un fauno

 

I

(Febbraio 1939)

  

Tu non voglia additare le stelle; né scrivere sulla neve; al tuono toccare la terra: aguzzai dunque una mano verso l’alto, scheggiai con dito imbozzolato la K› nella crosta argentea accanto a me, (in quel momento temporali non ce n’erano, sennò avrei già fatto qualcosa!) (Nella borsa crepita la carta oleata). 

Il nudo cranio mongolico della luna si spinse piú vicino a me. (Le discussioni hanno solo questo di positivo: che in seguito vengono alla mente buone idee).

La strada principale (per la stazione) ricoperta di strisce d’argento; ben cementata ai margini di neve dura, diamonddiamond (macadamizzata; – era pure cognato di Cooper). Gli alberi enormi sull’attenti e il mio passo si muoveva solerte sotto di me. (Presto a sinistra il bosco tornerà indietro e arriveranno i campi). E la luna doveva ancora trafficarmi alle spalle, poiché a volte, attraverso l’oscurità conifera, scintillavano raggi insolitamente acuti. Lontano una piccola auto piantò gli occhi gonfi nella diurna notte, si guardò con calma intorno tremula, e poi mi rivolse pigra il sedere di scimmia rovente: per fortuna va via!

La mia vita?!: nessun continuum! (non solo frantumata dal giorno e dalla notte in pezzi bianchi e neri! Ché anche di giorno per me è un Altro che va alla stazione; che siede in ufficio; libreggia; che trampola nei boschi; copula; ciarla; scrive; presticogitatore; ventaglio sfagliato; che corre; fuma; defeca; sente la radio; che dice «signor Landrat»: that’s me!): un vassoio pieno di snapshots che brillano.

Nessun continuum, nessun continuum!: cosí scorre la mia vita, cosí i ricordi (come un convulsivo che guardi un temporale notturno):

Fiamma: una spoglia casa dell’abitato digrigna tra gli arbusti verde bandiera: notte.

Fiamma: visi pallidi allocchiscono, lingue batacchiano, dita dentellano: notte.

Fiamma: ferme falangi d’albero; cerchi di bambini corrono; donne cocottano; ragazze birbeggiano camicette in su: notte!

Fiamma: io: ahimè: notte!!

Ma io non riesco a sentire la mia vita come un nastro che scorra maestoso; non io! (Motivazione).

 

 Arno Schmidt, Dalla vita di un fauno, Lavieri editore, S. Angelo in Formis (CE) 2006, p. 15.

 

 

 

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