Aggiornamento del  04.06.2009


Abbonarsi ora

Dove trovare sud

La rivista storica

Il nuovo corso

Le redazioni

Contatti

Appuntamenti

Rassegna stampa

Link amici

  Il sud di Pasquale Prunas

 

Il 18 novembre 1945 Giuseppe Minaci Sambiase di Santaseverina, allievo del corso 1931-34 e all’epoca Capitano comandante la II compagnia del Liceo Convitto Nunziatella, sottoscriveva, per cinquecento lire, il primo abbonamento al periodico "Sud-quindicinale di letteratura ed arte" apparso a Napoli il 15 novembre precedente edito da Angelo Semestene, pseudonimo di Pasquale Prunas che ne era il direttore responsabile.

La Direzione e la redazione amministrativa di "Sud" avevano sede in Via Generale Parisi, 16 all’interno del Liceo Convitto Nunziatella e precisamente in una stanza dell’appartamento del suo comandante il Colonnello Oliviero Prunas. 

Questo primo numero - stampato da Dino Amodio nella tipografia di Vico San Giovanni a Pignatelli - realizzato con un tecnica sobria ed efficace, con modernità di linguaggi e di tematiche, con rubriche ben impostate curate da  giovani che avrebbero poi detta la loro nella storia del cinema (Francesco Rosi), del teatro (Giuseppe Patroni Griffi), dell’arte (Antonio Cece), con un corredo iconografico originale ed efficace impostato direttamente dal Prunas, che con l’altro pseudonimo di Gianni Teulada, si sofferma sui problemi di Napoli e del Mezzogiorno in generale, ci dimostra che "Sud" è "l’attuazione di un progetto lucidamente concepito, un compito temerario per chiunque, figurarsi per un gruppo di ventenni appena usciti dai ruderi di una città bombardata e sconfitta, pronta a tutto pur di sopravvivere qual era la Napoli del 1945".

Che "Sud" non sia un giornale qualsiasi che non sia nato per tirare la volata - come tanti fogli dell’epoca diversamente subalterni ai nuovi vincitori - a qualche forza politica o pseudo politica, che si proponesse per ciò stesso di "stare fuori della politica non per sfuggirle, ma al contrario per poter meglio influire su di essa" si deduce tutto per intero dall’editoriale di presentazione di Prunas che ai lettori dirige, con ardore e genuinità giovanili, l’AVVISO di cui piace qui riportare alcuni spunti della dirompente apertura: 

 

Questo giornale nasce da un nostro bisogno spirituale, da una nostra esigenza tanto profondi che più a lungo non potevamo tacerli. Dico che questo giornale io l’ho portato nel ventre, come le donne i figli e potrebbero essere sangue come e il nostro spirito, mio e degli amici che collaboreranno, questo nero su bianco. 

[...] 

Noi nasciamo oggi insieme a questo giornale intitolato "Sud". La nostra nascita anagrafica si è perduta nel buio che ci ha preceduti" ed ancora il giornale si dice nelle intenzioni del suo direttore "contro ogni classificazione, numerazione, sezionamento, contro ogni politica suddivisione del sentimento, ogni chiesistismo, contro ogni barriera doganale".

 

Memorabile poi il Post-scriptum nel quale, con singolare lungimiranza, è anticipata la vocazione europea di Napoli e del Sud, sulla quale e per la quale si sta in questi anni giocando dagli attuali protagonisti della politica, della cultura e della società civile la grande scommessa della Napoli del duemila: 

 

Una cosa vorrei aggiungere per gli uomini che ci leggeranno, meridionali e non meridionali. Vorrei evitare l’equivoco di una testata così precisamente localizzata come "Sud". 

Sud non ha il significato di una geografia politica, ne tantomeno spirituale; il Sud, ha per noi il significato di Italia, Europa, Mondo. Sentendoci meridionali ci sentiamo europei. Teniamo a sottolineare Sud perché vogliamo sottolineare questa nostra condizione ed a questa condizione la nostra nazionalità di meridionali la sentiamo in noi come una condizione di europei. Perché Napoli è Italia, Europa, Mondo allorché entri nelle coscienze che lo spirito e, fuggito alle piccole massonerie, alla costrizione materiale e morale di un paesaggio supina d’un apparente stato di fatto, alla cartolina col pino ed il Vesuvio che fuma; allorché entri nelle coscienze, anche qui, proprio qui, qui soprattutto che lo spirito non ha pesi e bilance, allorché noi e gli altri, si sappia che lo spirito non ha latitudine.

 

Questa indipendenza dalla politica fu una linea quindi indeflettibile per il giovane Prunas che preferì far morire il giornale dopo appena 7 numeri anziché rinunziare ad essa.

Del giornale, tra il novembre 1945 ed il settembre 1947, escono in tutto sette numeri in ciascuno dei quali, con le caratteristiche ora descritte, c’è traccia dell’apporto di nomi di cultura che in qualche modo hanno avuto a che vedere con la Nunziatella

Dal "giornale di cassa" emergono con chiarezza le ristrettezze con le quali la rivista nasceva ed andava avanti e gli apporti, a vario titolo, per mantenerla in vita. Troviamo così oltre ai sottoscrittori di abbonamenti come Minaci, tra gli incassi più significativi quello di 29.000 lire per un balletto organizzato nei locali della rinata Nunziatella e quello di 9.300 lire per l’acquisto di biglietti di un concerto da parte dell’apparato del Liceo-Convitto.

 

Giuseppe Catenacci

 


Sud e la nunziatella


Archivio storico

Ora disponibile

 

Vai all'archivio

Archivio storico

sud e la nunziatella

 

 

Copyright © 2007  Ipermedium Comunicazione e Servizi  s.a.s.